Atm gestirà il servizio in proprio. In cinque anni l’incasso della sosta è diminuito di 3 milioni, passando dai 19,4 del 2009 ai 16,3 attuali.

Trecento nuovi parcometri: sale così a 800 il numero degli strumenti elettronici per pagare il parcheggio sulle strisce blu. E 35 nuovi ausiliari. Che porteranno a 140 gli addetti dell’Atm che controllano la regolarità dei tagliandi. Con l’annuncio del presidente Atm, Bruno Rota, si conclude la riorganizzazione della sosta a pagamento in città. Un sistema che nel 2013 ha portato nelle casse dell’azienda dei trasporti poco più di 16 milioni di euro. E si chiude, dopo 14 anni, l’epoca del parcheggiatore che vendeva i «grattini» in strada. Scaduto il 5 settembre scorso il contratto con l’ultima cooperativa che gestiva il servizio, Atm ha deciso di non rinnovare l’accordo e riportare tutta l’attività «in casa».

Oggi i parcometri coprono l’intera area del centro, i dintorni degli ospedali, gli assi commerciali (come corso Buenos Aires) e molti quartieri fino alla cerchia della linea 90/91 nella zona a Est di Milano. Nell’estate appena trascorsa, sono stati installati i 300 parcometri della «fase 2» del piano, che proseguirà con altri 300 strumenti da distribuire in città a partire dal gennaio 2015. Spiega Rota: «Si tratta di strumenti ormai rodati, che possono svolgere molti servizi come il pagamento di Area C, e che permettono una gestione della sosta più razionale, anche in vista dei molti visitatori che arriveranno a Milano per l’Expo».

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